
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Portale Antenati propone nella rubrica Dal registro alla storia l’atto di nascita di Alfonsina Morini Strada (1891-1959), pioniera del ciclismo femminile italiano e unica donna ad aver partecipato al Giro d’Italia nel 1924.
Alfonsa Morini nacque a Castelfranco Emilia da Carlo Morini e Virginia Marchesini, entrambi braccianti. Fin da giovanissima dimostrò una forte passione per la bicicletta, partecipando a numerose competizioni locali e guadagnandosi il soprannome di “diavolo in gonnella”. Se la sua vocazione sportiva incontrò inizialmente la resistenza dei genitori, trovò invece nel marito Luigi Strada, che sposò nel 1915, un convinto sostenitore. Proprio in occasione del matrimonio Luigi le donò una bicicletta da corsa. L’anno successivo la coppia si trasferì a Milano, dove Alfonsina iniziò ad allenarsi con maggiore costanza.
Già prima del matrimonio aveva ottenuto risultati significativi: nel 1907, a Torino, fu nominata miglior ciclista italiana; nel 1909, al Grand Prix di Pietroburgo, ricevette una medaglia dallo zar Nicola II; nel 1911, a Moncalieri, stabilì il record di velocità femminile.
Negli anni della Prima guerra mondiale prese parte anche a importanti competizioni ciclistiche, tra cui il Giro di Lombardia del 1917 e del 1918. L’episodio più celebre della sua carriera rimane tuttavia la partecipazione al Giro d’Italia del 1924, alla quale fu ammessa tra lo scetticismo generale.
Alla partenza da Milano i partecipanti erano novanta, e tra loro Alfonsina era l’unica donna. La sua presenza attirò subito l’attenzione della stampa e del pubblico: tappa dopo tappa veniva accolta con entusiasmo, ricevendo spesso doni e contributi in denaro. Durante l’ottava tappa, da L’Aquila a Perugia, arrivò fuori tempo massimo; tuttavia, considerato l’eco suscitata dalla sua impresa e le difficoltà affrontate lungo il percorso, i giudici le consentirono di proseguire la corsa, pur senza reintegrarla nella classifica ufficiale. Alfonsina portò comunque a termine l’intero Giro, risultando una dei trenta partecipanti che completarono la competizione.
Negli anni Quaranta si ritirò dall’attività agonistica e aprì a Milano un negozio di biciclette, che gestì insieme al marito. Morì il 13 settembre 1959, all’età di 68 anni.
La sua vicenda rappresenta un esempio significativo di determinazione e di emancipazione femminile nello sport. Attraverso i documenti conservati negli archivi di Stato, come l’atto di nascita oggi pubblicato sul Portale Antenati, è possibile ricostruire e valorizzare storie personali che hanno contribuito a lasciare un segno nella storia del Paese.
Per maggiori approfondimenti si rimanda ai contenuti pubblicati sul Portale Antenati qui e qui.
L’atto di nascita originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Modena.